Probiotici e Prebiotici
Immagine copertina del consiglio 'Probiotici e Prebiotici'

La principale differenza tra le due categorie risiede nella loro natura; mentre infatti i probiotici sono microorganismi vivi, i secondi sono sostanze non digeribili di origine alimentare che favoriscono la crescita e l'attività dei primi. Vediamoli in dettaglio.

Un probiotico, per essere definito tale, deve essere resistente all'ambiente gastrico e alla bile per arrivare così intatto all'intestino dove potrà competere con eventuali batteri patogeni. Infatti, l'uso dei probiotici è previsto principalmente per il trattamento della diarrea occasionale. Inoltre, i probiotici sembrano essere coinvolti in funzioni extraintestinali; è probabile che la loro azione riguardi anche il sistema immunitario, il metabolismo, le allergie e le intolleranze. Ricordiamo che, per poter essere efficaci, i probiotici devono essere assunti a stomaco vuoto, per almeno 3 settimane e in quantità sufficientemente elevate.

Il prebiotico invece è una sostanza di origine vegetale non digeribile dagli enzimi digestivi ma fermentabile dai batteri del colon. I prebiotici creano condizioni favorevoli per la crescita dei probiotici, riducono i livelli di glicemia, danno nutrimento alle cellule del colon contribuendo a migliorarne l'attività e riducono la concentrazione del colesterolo LDL e dei trigliceridi. Tra i prebiotici citiamo: betaglucani, oligofruttosaccaridi, pirodestrine, lattitolo, lattosaccarosio, fructani, inuline, lattulosio e oligosaccaridi della soia. Alimenti ricchi di prebiotici sono: la farina di frumento integrale, le banane, il miele, il germe di grano, l'aglio, la cipolla, i fagioli e i porri.

Attenzione: l'utilizzo di alimenti o integratori contenenti prebiotici è controindicato in caso di sindrome dell'intestino irritabile e di terapie radianti sul tratto gastrointestinale.

Dottoressa Ilaria Tomasi