L'acqua del bravo scolaro
Immagine copertina del consiglio 'L'acqua del bravo scolaro'

Le scuole hanno riaperto i battenti e per molti bambini la partenza è in salita: la maggior parte degli scolari non beve a sufficienza e in carenza di liquidi il cervello fatica a lavorare. E il rendimento sui banchi ne fa le spese. La riprova arriva da un'indagine, condotta su oltre 500 alunni fra 9 e 11 anni di dodici scuole di Verona e dintorni, analizzando le urine raccolte mezz'ora dopo la colazione: in questo modo, è possibile valutare la quantità di liquidi assunta con cibi e bevande e il grado di idratazione generale. La colazione ha la funzione di reidratare l'organismo che, a digiuno durante la notte, non introduce acqua: i dati raccolti dimostrano che, in due terzi dei bambini, sopratutto se si tratta di maschi, questo non accade. Il risultato che i livelli di liquidi rimane scarso.

Una maggiore idratazione al mattino è, invece, indispensabile perché un deficit idrico comporta una riduzione delle performance cognitive a scuola.

Per avere bei voti, allora, sì a un bel bicchiere d'acqua appena svegli, il mezzo migliore per reidratarsi a zero calorie. In base all'età, cambia la quantità giornaliera di acqua raccomandata: da quattro a otto anni, bastano 1,6 l al giorno; da nove a tredici, si sale a 1,9 l per le ragazzine e a 2,1 per i maschi.

Per tutti, l'apporto d'acqua deve aumentare se si svolge attività fisica o fa molto caldo.

Dottoressa Valentina Cera